HO GUARDATO IL MIO VOLTO

Ho guardato il mio volto .

Cosa ho visto?

Non mi sono riconosciuta.

Un colore appassito , la pelle tirata e tanta tristezza.

Ho visto l’urgente necessità di riconoscere e accettare il volto di mia madre e di mio padre, anche se non comprendo certi loro comportamenti..

Sto vivendo una situazione difficile .

Non voglio entrare nei dettagli, ma voglio dire cosa sto toccando con mano e cosa sto capendo.

La sofferenza è l’esperienza del limite che limita.

Senza questa esperienza non superiamo mai i nostri limiti .

E per esperienza intendo buttarsi a capofitto in quella sofferenza, non evitarla, arginarla, lasciarla fuori da noi.

E si soffre per tanti motivi.

Si soffre perché ci sentiamo separati dall’altro…diciamo sempre “L’altro non sono io”. E in effetti è così.

Ma c’è un punto preciso in cui l’altro diventa noi . E si vive attraverso la sofferenza.

Certo anche la gioia , ma non dandoci “fastidio”, la viviamo sempre senza farci troppe domande.

Si soffre perché non abbiamo cio’ che per noi è ritenuto giusto avere.

Chiediamo che ci si ami sempre a determinate condizioni.

Ma c’è un amore che nasce e vive , senza condizioni.

Si soffre perché gli altri non ci comprendono , o perché gli altri non si fanno comprendere.

Sembra che riusciamo a vivere solo in opposizione a ..osserviamo il mondo e iniziamo a pensare/cercare le differenze con gli altri , pensando che quello che non accettiamo in loro non sia anche dentro di noi .Osserviamo il mondo cercando di stare vicino e ottenere la stima di chi ha della qualità che spesso noi , ancora non possediamo . E non sentiamo dentro cio’ che proviamo nella sua complessità.

La sofferenza puo’ anche lacerare legami, ma in ogni caso non annulla mai il valore della vita nella singola persona umana .

Ho scoperto che se si accetta la sofferenza , non necessariamente si vive passivamente e male. Se la attraversi , oltre c’è davvero solo amore e condivisione e il giudizio e la rabbia scendono di un gradino nella scala delle priorità.

C’è un limite al giudizio che riconduce la ragione alla ragionevolezza e si superano così tutti gli schemi di confine etico che la mente ci ha imposto.

E questo  limite è proprio l’inafferrabilità del senso della vita stessa.

E se ci vai vicino , sparisce, non la capacità di giudizio, ma l’importanza di usare come metro di misura del valore degli altri proprio questa capacità che abbiamo.

E se ci vai vicino , emergono i fallimenti di chi estremizza la vita , di chi vive sempre incazzato,

No, non è questa la via.

Thomas Mann diceva: “ Fermezza di fronte al destino, grazia nella sofferenza non vuol dire semplicemente subire: è un azione attiva , un trionfo positivo.

Nella società contemporanea esiste una cultura che considera la sofferenza un ‘esperienza da annullare , da allontanare da noi il più possibile, da rinviare oppure da accettare con rassegnazione.

Si puo’ accettare senza rassegnazione,, si puo’ andare oltre. E scegliere sempre il valore , e cercarlo ed esprimerlo .

Il dolore non se ne va . lo trasformi in vita.

E cosi’ che in questi giorni ho visto allo specchio il volto di mia madre e di mio padre.

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4 risposte a HO GUARDATO IL MIO VOLTO

  1. fradicuneo ha detto:

    Dai momenti duri impariamo, il problema é che quando ci sei dentro quest’idea non consola…
    Un forte abbraccio

  2. egle1967 ha detto:

    e’ vero, bisogna aver pazienza

  3. germogliare ha detto:

    “” dai, andiamo, continua a scalare, continua a salire….”

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